Fashion Tech: ANOUK WIPPRECHT - la creatività ai tempi della manifattura 4.0

Anouk Wipprecht giovane designer olandese ha inaugurato la settimana della moda a Milano con la sua esperienza e i suoi progetti.
Inizia a studiare fashion design a 14 anni e data la sua timidezza osserva con attenzione le persone che la circondano, scoprendo come la comunicazione fra loro sia anche di tipo non verbale.
Sviluppa così la sua idea di Moda: una forma di comunicazione, per esprimerci e per conoscere gli altri, i loro gusti, le loro emozioni, i loro stili di vita, ecc.
Nel suo percorso accademico però tutti gli abiti creati sono analogici, non interattivi...così a 16 anni nasce l'idea di studiare robotica per unire moda e tecnologia.

I robot per Anouk hanno una loro intelligenza, sono dotati di cuore e cervello grazie ai micro-controller che li caratterizzano.

L'elettronica e le tecnologie più avanzate iniziano ad essere applicate al corpo per  dare alla moda uno slancio nuovo: la moda diventa una nuova interfaccia per la comunicazione.

Nascono così degli abiti robotizzati, in grado di interagire con il mondo esterno e rispondere agli stimoli.

Ecco allora alcune delle sue "creature" come lei stessa le definisce

ROBOTIC SPIDER DRESS: un abito che riesce a giocare con e nello spazio personale, sviluppato grazie all’applicazione di sensori di prossimità montati sulle spalle e sulle scapole. L’abito è dotato di “zampe”

proprio come un ragno e può rispondere in 12 modi diversi all’ambiente che lo circonda, allontanando chi invade il nostro spazio personale o invitando con una “danza” chi invece non si avvicina.

SMOKED DRESS: un abito “fumante” in grado di riprodurre i modelli comportamentali delle seppie. Nato dalla collaborazione con un designer italiano e creato utilizzando poliuretano e materiali termoplastici, è ricoperto da sensori capaci di emettere fumo in funzione del numero di persone che ci circonda. Ancora un esempio di come la moda possa aiutarci a comunicare efficacemente.

COCKTAIL DRESS: l’abito che ci rende più “social”, munito di una pompa peristaltica e sensori elettronici ci permette di servire dei cocktail. Sembra un’applicazione elementare della tecnologia, ma ci permette di creare interazioni molto interessanti, questa “unità moda” ci aiuta a diventare interattivi.

INTIMACY: lavorando con i cristalli liquidi dispersi in materiali polimerici è possibile creare un abito capace di rispondere alle variazioni luminose. I cristalli liquidi si orientano in funzione della luce che li colpisce e l’abito risponde diventando più o meno trasparente.

AGENT UNICORN: un sistema indossabile che permette di misurare le onde cerebrali e con una telecamera vedere cosa stimola in ogni momento il cervello umano; si tratta di un prototipo ed è il frutto della collaborazione di molti esperti per associare moda, tecnologia e medicina.

Per la visualizzazione dell’intervento di Anouk Wipprecht

https://youtu.be/7_YyRAy7lfs

Video credit Meet the Media Guru