BioLogic & Living Materials – il caso “Second Skin”

Lining Yao, designer cinese del Tangible Media | MIT Media Lab, è impegnata nella ricerca su Smart Materials, Fashion Tech e Human Material Interaction e il 7 giugno ha presentato, per la prima volta in Italia, il progetto BioLogic, la cui finalità è sintetizzare nuove interfacce evolute utilizzando la biologia per creare materiali “vivi” e “responsive”.

Con il patrocinio di Meet the Media Guru, nella cornice del Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano (da sempre impegnato nel mettere in dialogo la cultura umanistica con quella tecnico-scientifica), Lining ha mostrato come il suo lavoro nasca dall’intersezione di diverse discipline (interaction design, scienza, ingegneria, fabbricazione digitale e arte) per produrre i cosiddetti Living Materials a partire da elementi biologici.

Nel corso dell’evento è stato presentato uno straordinario “smart garment” con l’applicazione di sensori biologici costituti da particolari ceppi batterici , in grado di valutare le esigenze del corpo umano in funzione dell’ambiente esterno e rispondere dissipando calore ed umidità quando necessario.

La ricerca di Lining inizia con l’osservazione della natura e la scoperta delle caratteristiche intrinseche dei bio-materiali: una pigna caduta dall’albero risponde alle variazioni di umidità risultando così “uno dei materiai più intelligenti di Madre Natura,  perché si trasforma, reagisce all’acqua, si apre e si chiude e questa trasformazione è reversibile”.  Come le pigne altri materiali naturali risultano SMART (intelligenti), per esempio i semi che con la pioggia assumono una forma a vite per scavare in profondità nel terreno o ancora le piante “carnivore” in grado di chiudersi a contatto con gli insetti.

Dalla natura derivano anche i “nano sensori” per sviluppare gli “smart garments”: Bacillus Subtilis Natto.

Si tratta di un batterio giapponese presente sul riso secco o sulla soia che si espande e si restringe in funzione dell’umidità dell’ambiente e tale funzionalità risulta del tutto reversibile.

Lining ha intuito le potenzialità di tale scoperta per possibili applicazioni nel fashion design e di conseguenza in campo manifatturiero. Nasce così “Second Skin”, una t-shirt “viva” che può rispondere alle esigenze del corpo che la indossa, un’applicazione perfetta per il mondo dello sportwear e non solo.

Second Skin è in grado di reagire all’aumento dell’umidità corporea (il sudore) grazie a delle piccolissime fessure che aprendosi dissipano il calore e una volta che il tasso di umidità si è ridotto le stesse fessure si richiudono nella posizione originaria.

Per poter creare questo smart garment è stata fondamentale la collaborazione e il coinvolgimento di ricercatori di discipline diverse:  chi per lo sviluppo delle colture batteriche, chi per la loro “deposizione” con precisione millimetrica sui tessuti  e chi per lo sviluppo del design che possa meglio rispondere alle esigenze del corpo umano.

Il nostro corpo infatti non dissipa il calore uniformemente ed è stato quindi necessario studiarne la distribuzione per progettare una t-shirt che garantisse le migliori prestazioni possibili: da qui lo sviluppo delle “alette” disposte nelle zone del nostro corpo più soggette a sudorazione. Su tali fessure, grazie a delle stampanti 3D e ad un sistema di bio-stampa a risoluzione micronica, vengono depositati in matrice molto concentrata i batteri nano-attivatori. All’aumentare della sudorazione i “nano-sensori-igromorfici" si espandono e consentono l’apertura delle “alette” rendendo il tessuto sensibile, una vera e propria seconda pelle.

Con l’ausilio delle biotecnologie è infine possibile ingegnerizzare i batteri per creare dei “nano attuatori multifunzionali”: con opportune modifiche genetiche gli stessi batteri possono rispondere alle variazioni ambientali in modi differenti, per esempio non solo cambiando dimensione, ma anche diventando luminescenti. Ecco allora le possibili applicazioni nella vita quotidiana, come le scarpe per il running che si illuminano quando le alette si aprono per consentire la traspirazione.

 

Ancora lunga la strada prima che questi prodotti raggiungano il grande pubblico, ma quel che oggi sembra fantascienza domani potrebbe essere alla portata di tutti.

Per la visualizzazione dell’intervento di Lining Yao

https://www.youtube.com/watch?v=kxB7vdhkQiE